Catalogo Modo
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Il nuovo Catalogo di modo Sistemi innovativi di arredo urbano, pieno di prodotti di arredo urbano, il Parco della Scienza, il Parco dei Divertimenti, il Parco Naturale, i prodotti di Agire la Città e tante altre novità che portano la firma di Tobia Repossi e altri designers.
Siamo sicuri che basti un’asse di legno sostenuta da due piedistalli per creare una panchina?
Oppure che un cilindro cavo sia già di per sé un cestino? Se così fosse, forse modo non avrebbe ragione di esistere, e l’espressione “arredo urbano” rappresenterebbe solamente un grosso malinteso. Eppure non ci si sofferma abbastanza a pensare che arredare un ambiente significa renderlo utilizzabile in armonia con il contesto di cui è parte. Oltrepassando questo concetto di importanza fondamentale, noi giungiamo a definirci autori di design urbano, realizzatori consapevoli di sinergie tra gli oggetti e lo spazio, per rendere più gradevole e funzionale qualunque contesto, sia che si tratti di un parco giochi, di una piazza o di qualunque altra fra le numerosissime situazioni collettive che compongono le città. Questa continua attività di ricerca, nel campo dell’arredo urbano e dei giochi per esterno, consente a modo di presentare un’ampia serie di idee e di prodotti completamente nuovi, unici: soluzioni che distinguono il nostro marchio per originalità, valori intrinseci, qualità. Tutto ciò conduce a una mission aziendale che, oltre a soddisfare con efficacia le esigenze di mercato, intende proporre al cittadino un orizzonte realmente creativo, mai scontato, dove il bello e l’alternativo siano davvero in grado di incidere sugli spazi urbani e mentali della collettività.
I prodotti delle pagine su Agire la Città provengono da un lavoro di ricerca didattica effettuato presso l’Istituto Europeo del Design di Milano, nell’ambito del corso di P5 e Tesi coordinato da Tobia Repossi. Il tema proposto era “Agire la città”, e consisteva nel verificare se esistessero modi di vivere e interagire nel contesto urbano differenti da quelli prestabiliti in base alle tipologie convenzionali. I risultati ottenuti sono stati analizzati e ordinati in cluster o gruppi coerenti, allo scopo di evidenziare nicchie di progetto non ancora indagate. Alcuni gruppi di lavoro hanno individuato come principali aree concettuali sulle quali intervenire la mancanza di ironia, di colore e di messaggio: da tali premesse sono nati “Bender” (di Alessandra Gatti, Caterina Harley e Erlend Moe), un sistema di arredi multifunzionali caratterizzato dalla presenza di silhouette antropo- morfe che si interfacciano con l’utente; “Gea” (di Alessandra Quadrio e Shirley Guerini), un sistema di sfere geodetiche multifunzionali; “I Parentesi” (di Francesca Ravera, Igor Podznyakov e Valentina D’Amico), una linea di elementi destinati a nuove funzioni; “Si Usi” (di Gloria Gavioli, Sara Biffi e Cristina Guidetti), un concept di illuminazione raccolta e sedute con pezzi da comporre, “Fil Rouge” (di Graziella Frattini, Martina Leonardi, Viktor Fietzek), una combinazione di elementi che sembrano essere collegati fra loro mediante un filo sotterraneo.
























