Il Parco della Scienza consiste in una serie di dispositivi, da posizionarsi all’aperto: grandi giocattoli con i quali interagire, divertirsi e fare piacevoli scoperte. Il fruitore non si limita quindi ad osservare in modo passivo ma diventa il diretto protagonista, gioca, vive l’esperienza in prima persona e, quasi senza accorgersene, è indotto ad esplorare, a fare connessioni, ad avvicinarsi a proprietà e leggi scientifiche.
Il legame che collega le postazioni è il loro carattere fortemente giocoso: il gioco come intimo processo di crescita, come apprendimento e sperimentazione in un ambiente stimolante dove elementi naturali e artificiali diventano un tutt’uno.
I riferimenti culturali di questo approccio derivano dall’esperienza fatta dall’Exploratorium di San Francisco, un museo creato nel 1969 dal fisico Frank Oppenheimer che ebbe l’idea di creare un centro dove la gente potesse familiarizzare con la scienza e la tecnologia, sperimentando direttamente e osservando ciò che avviene. “Un luogo dove la gente si pone delle domande” amava ripetere. L’esperimento di San Francisco fu successivamente recepito in altre città americane, in Europa e anche in Italia. Tutti centri che muovono dalla convinzione che la via di accesso alla conoscenza debba essere l’esperienza diretta, a partire anche dai primi anni di vita. Ecco allora la necessità di costruire apparecchi allo scopo, dispositivi su cui operare per capire le variabili, fare connessioni, acquisire un sistema coerente di informazioni che,concatenate, sono alla base della conoscenza.
Essi possono essere posizionati in siti esistenti o di nuova costruzione, in aree da riqualificare, in parchi o viali.
Le postazioni di Modo (costantemente aggiornate e in numero crescente) includono moduli sulla percezione visiva ( la combinazione dei colori, gli effetti basati sulle interferenze, le illusioni ottiche, la persistenza delle immagini, il sistema occhio-cervello, la magia delle superfici specchianti), moduli che mostrano la reazione causa-effetto; energia, forza e moto; luce e suono; aria e acqua. Si può giocare individualmente o con l’assistenza o la supervisione di altri ma gli exhibit possono anche essere sfruttati con il supporto di un animatore che può suscitare curiosità e interazioni creative con successivi lavori di laboratorio.
Dati antropometrici e alcuni speciali accorgimenti rendono le postazioni accessibili anche ai diversamente abili.
I pannelli che accompagnano ogni dispositivo presentano un breve testo diviso in due parti: la prima fornisce istruzioni su come giocare, la seconda una semplice spiegazione che può essere un ulteriore stimolo per approfondire e capire che la scienza dà significato al mondo intorno a noi.
PROGETTO: Tobia Repossi
PRODUZIONE: modo s.r.l.
SERIE: Parco della Scienza
MENZIONI: XX Compasso d’Oro
WEB: www.modoarredo.com
